Chi sono

“Che cosa – o meglio, chi – sarei senza Dostoevskij, Tolstoj e Čechov?”
(Susan Sontag, “Tradurre letteratura”, Archinto Editore, traduzione di Paolo Dilonardo).

Questa frase sintetizza mirabilmente il senso dell'attività del tradurre: contribuire alla libera diffusione di idee e culture diverse, che altrimenti rimarrebbero appannaggio esclusivo di chi può accedere ai testi originali.

Mi sono appassionata alla traduzione durante gli studi liceali: per me tradurre equivaleva a intraprendere un viaggio in un mondo sconosciuto e affascinante, al termine del quale tornavo nel “mio” mondo con maggiori conoscenze e consapevolezze.

Sempre in quest’ottica, per la tesi di laurea in Lettere Classiche ho scelto di analizzare la lingua di alcuni capitoli della Cena Trimalchionis di Petronio Arbitro, cui ho affiancato la mia traduzione in italiano dell’originale latino.

Parallelamente allo studio delle lingue classiche, che ritengo uno strumento fondamentale per lo sviluppo di un’adeguata sensibilità linguistico-testuale, mi sono dedicata all’apprendimento delle lingue moderne (inglese e francese), che ho perfezionato anche sul campo, attraverso numerosi soggiorni all'estero.